Ho sognato per l'ennesima volta i compagni di scuola. C'eravamo tutti, anche quello che è morto. Mangiavamo la pizza nel parcheggio di Campo del palio, due di noi ci stavano mettendo un'eternità a finirla e io per rompere il ghiaccio chiedevo a R. se era vero che aveva cominciato a suonare la batteria. Regnava un clima sereno, non ci stuzzicavamo, nessuno odiava nessuno, stavo bene.
Il mio piacere nell'interpretare i sogni si traduce sempre in nostalgia e tristezza. M'ha confermato che desidero socializzazione e rapporti umani, desidero essere come loro, dentro il loro mondo. Non avevo sperato altro che non vederli più per cominciare a vivere, e invece sogno ancora tutti loro dopo ben cinque anni. Per me nulla è cambiato, a parte ascoltare metal e il chiodo fisso della morte. Sono rimasta esattamente lì, in quinta superiore. Ormai che l'astio è sepolto vorrei tornare lì, o comunque confrontarmi con persone a me simili, se non per interessi almeno per età. In casa non riesco più a parlare, io e mia sorella siamo ridotte a lei che legge o naviga e io sul letto a sprofondare nella depressione. Non abbiamo nulla in comune.
La mente rivela cose che già so e gli eventi non aiutano minimamente ad alleggerire i pesi dell'esistenza. Voglio morire e lo desidero da anni. Perchè "vivere" se qui non c'è niente? [Slayer - Hardening of the arteries]
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